Christmas card from a hooker in Minneapolis

Il racconto è stato ispirato dall’omonima canzone che è la terza traccia di Blue Valentine, uno dei più conosciuti album di Tom Waits. In tutto il disco si respira un’aria molto noir dove la vita metropolitana è fotografata immersa nell’alcool, fra notti folli e gangster feriti a morte. La cartolina di natale della prostituta ad un suo vecchio amico non è solo un breve messaggio d’auguri, ma un vero e proprio bilancio di quanto successo nell’anno che sta per terminare.
Nel racconto la cartolina è stata sostituita da una lunga telefonata dove il lettore è testimone unicamente di quanto viene detto dalla donna, rendendo così omaggio, non solo all’artista americano ma anche al Jean Cocteau de La voce umana.
Nei concerti che seguirono l’uscita dell’album Tom Waits introduceva spesso la canzone con Silent night e talvolta riprendeva anche alcuni versi di Going out my head canzone del 1964 di Little Anthony. Nel 2000 la cantautrice americana Neko Case ha dato una voce femminile alla protagonista della storia interpretando la canzone nell’album tributo New coat of pain: songs of Tom Waits.

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